Vista dall’alto, Arles assomiglia ad un mare di tegole con un occhio, Les Arènes, sgranato verso il cielo. L’Anfiteatro, tra i monumenti più importanti della città, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, insieme al Teatro Antico, ai Criptoportici del Foro e alleTerme Romane.

Stesso titolo assegnato a Les Alyscantps, antica necropoli diventata cimitero cristiano, e alla chiesa di Saint Trophime, dell’XIXII secolo, con un portale che è uno spettacolo e un chiostro tutto arcate e volte a botte.

“Della città in sé si vedono solo i tetti rossi e una torre, in lontananza e nello sfondo, e una striscia di cielo azzurro al di sopra”: il panorama che si ammira dalle finestre della famosa Maison Iaune, in piazza Lamartine, è lo stesso di quando lo descriveva Van Gogh nel 1888.

L’inguaribile viaggiatore moderno ripercorre i luoghi dell’artista: passa davanti all’Hòtel de ville, il Municipio, si reca all’Espace Van Gogh, centro culturale ricavato all’interno del vecchio Hòtel Dieu, si siede ai giardini pubblici del boulevard des lices.

Vede la fontana dedicata allo scrittore e giornalista Amédée Pichot (1795-1877), infine si reca al Museon Arlaten, dedicato alla cultura e al folclore provenzali, così come volle il Nobel artesiano Frédéric Mistral (1830-1914).

Ma la camargue non è solo Ales, infatti anche le grotte di Naours e la cittadina di Aigues Mortes meritano una visita.

Mura poderose, un porto storico per la cristianità, il sale e un vino rinomato. Aigues Mortes, a dispetto del nome che si riferisce alle lagune circostanti, è una città ricca di storia e di vita.

Nel XIII secolo re Luigi IX costruì quel porto dal quale sarebbe partito per la settima crociata, insieme a 30mila cavalieri imbarcati su 1.500 navi. Fu sconfitto e morì di peste allargo di Tunisi, durante una nuova missione per liberare Gerusalemme e fu il suo successore Filippo III a capire l’importanza militare della città, facendo edificare in circa trent’anni un magnifico giro di mura, lungo 1,5 chilometri, bello di dieci porte e 15 torri, perfettamente conservato.

La Tour de Constance è la più visitata, durante i secoli adibita a prigione di templari e protestanti, dalla cima della quale si gode di un gran panorama sulla Camargue occidentale.

Aigues Mortes è poi celebre per le Salins de Midi, dalle quali proviene quasi la metà del sale di Francia, e per il vin du Listel, conservato in pittoresche cantine e ottenuto dalle viti coltivate sul terreno sabbioso, appena fuori città.

Meritano una visita anche la chapelle des Pénitents Gris e quella des Pénitents Blancs, entrambe del XVII secolo, la Société d’Histoire et d’Archéologie e la chiesa di Notre-Dame-des-Sablons, del XIII secolo.

Dalla giocosa Cocarde d’or nelle arene al mistico Pélerinage des Gitans fino al mare, è nelle feste di antica tradizione che si svela lo spirito più verace della Camargue nonché il fascino altamente coinvolgente della sua gente

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